Ammanettata

manetre - perdizioniUn messaggio sul cellulare mi aveva dato semplici istruzioni: “Ti aspetto alle 8 all’hotel, preparati!”. Semplice, come al solito, ma da lei la parola “preparati” non l’avevo mai sentita: invitante e minacciosa insieme.
Sono puntuale all’appuntamento, la desidero e ogni volta che ci incontriamo è una storia nuova, una fantasia che si realizza. Non c’è uno di noi che comanda il gioco, ma qualsiasi cosa uno dei due proponga viene accettata dall’altro con il massimo del coinvolgimento. Giochiamo fino in fondo, sempre. Busso alla porta che si apre senza farmi attendere e il saluto mi esce a fatica dalla gola per quanto è piena di erotismo la sua immagine.
Comincio a capire cosa intendesse con “preparati”: un corpetto nero di pizzo semi trasparente le fascia il petto stringendosi alla vita e spingendo verso l’alto il seno già rotondo che si mostra generosamente; dal corpetto scendono verso il basso sottili elastici neri che si agganciano sul bordo di lunghe velatissime calze anch’esse nere; ai piedi un paio di scarpe nere lucidissime con zeppa e tacco altissimo; null’altro! Il ciuffo di peli castani si staglia sul suo ventre meravigliosamente incorniciato dal nero della biancheria e evidenziato dal piccolo brillantino del piercing all’ombellico. Un’offerta totale confermata dal sorriso malizioso che le leggo sul viso e dallo sguardo a cui finalmente riesco ad arrivare dopo essermi abbondantemente soffermato su tutti i dettagli del suo incredibile fisico e del suo provocante abbigliamento.
“Amore sei splendida!” riesco a dire, ma lei mi corregge con fare di maestra dell’erotismo: “Splendida dici? Che te ne pare di sensuale, erotica, eccitante, provocante, irresistibile?”. Ha perfettamente ragione e mentre mi ricopre di definizioni sul suo abbigliamento mi guarda dritto negli occhi e mi si avvicina lentamente fino a farmi sentire, con la parola irresistibile, il suo respiro sulle mie labbra alle quali si incolla subito dopo per separare le mie ed esibirsi in un delizioso morbidissimo provocante gioco di lingua che si intreccia alla mia.
Un bacio che, unito al suo abbigliamento e alla sorpresa, mi fa andare subito su di giri. Le mie mani cercano la sua pelle, il contatto con le sue natiche è piacevolissimo, trovarla senza slip lo è ancora di più, sono libero di accarezzarla e di attirarla a me, di percorrere lo spazio fra le calze e il suo sesso senza incontrare ostacoli e questa sua nuova inusuale offerta mi eccita molto.
Mi infila le mani nella camicia e me la toglie senza smettere di baciarmi e di farsi accarezzare. Poi, improvvisamente, si stacca da me, fa un passo indietro, mi guarda negli occhi con fare di sfida e mi spiega il suo desiderio: “Sono qua per te, per darti piacere, mi sono vestita così per eccitarti, per farti impazzire, perché so che ti piace, ma non ho messo le mutandine perché il mio fiore deve essere accudito, molto più di ogni altra volta, una cura maniacale, che mi devi concedere prima di avermi. Guarda…” e mentre pronuncia quella parola indietreggia fino a una poltrona sistemata al centro della stanza, si siede sul margine del sedile, allarga le gambe, si appoggia indietro con la schiena e offre alla mia vista l’immagine nitidissima del suo sesso già chiaramente eccitato in attesa di quelle attenzioni che mi ha dichiarato di pretendere. “Adesso avvicinati, inginocchiati davanti a me e fammi sentire il tuo desiderio, con le labbra, con la lingua, con le mani, fammi urlare di piacere e dopo potrai avere il premio che già ti fa sognare. Un’ultima cosa”, mi fermo ansioso di sapere quale altra condizione mi avrebbe posto, “… legami alla sedia!” e tira fuori due coppie di manette che si aggancia alle caviglie fasciate di nero e delle cinghiette delle scarpe aspettando che io la renda mia prigioniera. Mi avvicino prendo le manette e la sistemo in modo che non possa cambiare la sua posizione a gambe spalancate. Non è comoda, ma credo che faccia parte del suo gioco, vuole sentirsi preda, si è offerta ad un gioco per cui desidera essere costretta a godere di un piacere che è lei stessa a chiedere. Mi inginocchio davanti a lei e la ammiro: il suo sesso è curatissimo, depilato in ogni parte salvo un piccolo ciuffetto castano che indica la strada del piacere. La sua pelle è morbidissima. Avvicino la mia mano ai suoi inguini e percorro con la punta delle dita l’attaccatura delle cosce. La sento caldissima, freme al contatto, desidera avere tutto e sa di dovere aspettare una lunga, lunghissima serie di sollecitazioni. Voglio sentire il suo sapore e avvicino le labbra alle sue pieghe per un delicatissimo bacio. Mi piace solleticarla dolcemente e la sento muoversi per venirmi incontro e offrirsi. Vorrebbe aprirsi verso di me ma la faccio soffrire. Per darle un contentino la punta della mia lingua passa tra le sue labbra e sale fino al clitoride provocandole un brivido e facendola sospirare. “Si, tesoro, proprio così ti voglio stasera, un bacio che non finisca mai.” il mio piacere è sapere che sta provando piacere e proseguo con ogni fantasia possibile. La bacio aprendola con le labbra e spingendo su di lei, prima leggermente, poi con più decisione, la invado con la lingua che cerco di irrigidire per farle percepire una consistenza che già vorrebbe dentro di lei, aiuto col movimento della testa questa penetrazione e gusto il suo sapore tutto femminile che mi trasmette la sua eccitazione mentre il suo ventre mi viene incontro per aiutarmi. La lingua l’abbandona e le mie labbra salgono per raggiungere il clitoride afferrandolo e stringendolo come un piccolo pene, succhiando quasi a strapparlo per far sentire forte la mia presenza. Poi lo lascio e lo provo ad afferrare con i denti spostando la testa su un fianco per riuscire a prenderlo. Un piccolo morso la fa sobbalzare, la lingua comincia a titillarlo rapidamente e i sospiri aumentano, le piace e io proseguo in quell’attenzione che gradisce particolarmente. Le sue gambe sono completamente spalancate nell’offerta di sé e, quasi istintivamente, la mia mano si appoggia su di lei. La sente e si offre alla carezza raccomandandosi “Continua a baciarmi amore, resta lì dove sei”. La mia bocca continua a dedicarsi al clitoride mentre la mia mano percorre le sue labbra bollenti e bagnatissime. Scorro su di lei accarezzandola ed esplorando ogni angolo di lei, mi soffermo sull’apertura del suo intimo desiderio, appoggio dolcemente la punta del medio e lentamente entro in lei che mi accoglie con un sospiro di sollievo e spingendo il suo ventre incontro alle mie labbra. La bacio con energia mentre la esploro in ogni millimetro deliziandomi del suo essere donna. Le piace e non ne fa mistero, sospira, respira, mugola, mi prende la testa con le mani e mi spinge su di lei, vuole che il bacio sia più intenso, lo porta vicino a dove il mio dito l’ha penetrata, poi mi trascina di nuovo sul clitoride e mi chiede di baciarla più forte. Sento i muscoli del suo sesso cercare una penetrazione più consistente, il mio dito si ritira e ritorna dentro di lei accompagnato dall’indice, profondamente, stavolta con decisione, una vera penetrazione a cercare gli angoli dove le piace essere violata. Si accarezza il seno liberandolo dal corpetto, è eccitatissima, ma a questo punto voglio regalarle un orgasmo con la mia bocca e con la mia mano. Prendo a penetrarla scorrendo dentro di lei “Siii, dai tesoro dai” mi incita. La mano trova subito il ritmo che desidera accompagnando i suoi movimenti mentre l’altra mano prende il posto della mia lingua sul suo clitoride per provocarle il piacere intenso che ora desidera.
I movimenti si fanno più frenetici, il suo ansimare più intenso e ritmato segue le mie e le sue carezze, una lunghissima serie di carezze sempre più intense fino al momento in cui, guardandomi negli occhi, si lascia andare a un orgasmo che la scuote profondamente e che sento tra le mie mani. Rallento, resto dentro di lei mentre le ultime scosse la pervadono, continuo ad accarezzarla mentre abbandona la testa all’indietro, la bacio dolcemente sul clitoride ancora turgido provocandole un ultimo brivido. Abbandona la schiena sulla poltrona, mi guarda sorridendo soddisfatta, mi avvicino al suo viso e la bacio dolcemente sulle labbra che si aprono per farmi sentire la morbidezza e l’affetto della sua lingua e mentre la bacio la mia mano esce da lei e si posa sul suo bagnatissimo fiore e resta su di lei come per tener stretto il suo amore.

Massimo Landini

One comment on “Ammanettata

  1. Massimo scrive:

    Buon divertimento a tutti, creature che popolate i miei sogni, pensate anche allo Zio Max … nel caso …

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